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Grigna Settentrionale – Il  GRIGNONE  è per ogni occasione

Grigna Settentrionale – Il GRIGNONE è per ogni occasione

La Grigna Settentrionale o Grignone per gli “amici” rappresenta un parco giochi 365 giorni l’anno. Trekking, vie di roccia, vie di ghiaccio, ferrate, creste, scialpinismo, bici, notti in rifugio e gare di skyrunning caratterizzano una delle montagne simbolo del territorio lecchese.

Elia Borghi sbuca al sole poco prima di raggiungere il rifugio Brioschi, lungo la salita invernale dal Cainallo.

Siamo giunti al nostro terzo articolo dedicato al mondo dello scialpinismo e dello skyrunning su cime rappresentative e coniugano   due mondi che possono sembrare lontani, ma invece sono molto vicini e complementari.

Dopo i due precedenti articoli sulla AOSTA-BECCA DI NONA  e sulla PIZZO STELLA SKYRUNNING è arrivato il momento di parlare della Grigna settentrionale alias Grignone, e della gara che si svolge attorno e sulle sue pendici fino a toccare i 2410m,  passando per il rifugio Brioschi: la ZACUP – SKYRACE DEL GRIGNONE

La Grigna Settentrionale o Grignone, è la vetta più alta delle montagne  che separano  il lago di Como e la Valsassina.

Oltre a essere la più alta è molto probabilmente anche la più frequentata durante le 4 stagioni nonostante richieda comunque una discreta forma fisica anche solo per farci una passeggiata. Non esiste un periodo migliore di un altro per andare in Grignone perchè in ogni stagione possiamo assaporare diversi,  itinerari suddivisi principalmente in su tre distinti versanti.

Il versante rivolto a sud est è caratterizzato da ampi pendii erbosi che precipitano fino al rifugio Pialeral posto a 1400 sopra pasturo, mentre  il versante settentrionale  è una sorta di conca,  molto probabilmente di origine glaciale,  che trattiene neve fino ai primi giorni di giugno nonostante le basse quote. Sul versante settentrionale  troviamo un altro storico rifugio,  raggiungibile da Esino Lario ovvero il rifugio Bogani.

Il versante Ovest che precipita verso il lago di Como è il più severo  ed è  caratterizzato da un dedalo di canali, goulotte e salti rocciosi che spingono molti  di appassionati di piccozze e ramponi ad affrontare ogni inverno percorsi di misto e ghiaccio.

Dal lato settentrionale sale una delle creste alpinistiche più belle della zona la cresta di Piancaformia: un must sia in inverno che in estate. Per ultimo una delle nostre preferite ovvero la traversata alta  Grignetta-Grignone, senza tralasciare la selvaggia e poco frequentata ferrata dei carbonari.

SCI-VOLARE CON VISTA LAGO

Davide Gerry Terraneo si appresta a scendere i pendii orientali della via estiva, primavera 2018. Sullo sfondo la Grignetta e il lago di Como.

I versanti sciistici del Grignone sono sostanzialmente due : il versante orientale e il versante settentrionale.

Il versante Est del Grignone come detto in precedenza è un lungo paretone con una base erbosa misto sassi che scende verso il Pialeral. In anni molto freddi e molto nevosi si può addirittura partire da Pasturo con gli sci, in quanto i prati usati per i pascoli estivi sono completamente in erba e lisci, quindi con solo 15-20 cm di neve dal fondo duro si riesce perfettamente a sciare per ben 1800m di dislivello.

Non tutti gli anni sono abbondanti di neve,  e data la bassa quota di partenza molto più spesso bisogna spallare gli sci fino ai prati adiacenti il rifugio Pialera. Per  i più fantasiosi  si può percorrere con una  e-bike la strada agro-pastorale, fino ai  pendii innevati a 1400 m.

Il versante est del Grignone 2410m con le diverse possibilità di salita e discesa : Rosso via normale estiva, Giallo diretta dalla cima, Verde normale invernale, Blu canale sud-est Pizzo della Pieve.
Lorenzo De Lazzari di Robot Ski Service in salita verso il Pialeral con la sia E-bike. 

Generalmente la salita avviene per la via invernale dei Comolli,  prima per dolci pendii e poi dopo aver salito il muro del pianto ci si porta in cresta, che si segue   fino alla vetta del Grignone 2410m dove è situato uno dei più famosi rifugi delle Alpi: il Rifugio Brioschi. ( Restare sempre nella traccia o comunque lontano dalle cornici che il vento forma durante l’inverno) 

Il Brioschi, aperto tutto l’anno nella stagione estiva e nei w.e. ( in base alle condizioni niveo-meteorologiche) nella stagione invernale ha la peculiarità di essere uno degli unici rifugi alpini,  assieme alla  famosa Capanna Margherita (4554m sulla punta Gnifetti nel gruppo del Monte Rosa)  ad  esser stato costruito sul punto più elevato della montagna su cui sorge.

Stefano Ste Conti in direzione rifugio Brioschi, affronta gli ultimi tratti in cresta.
Mattia Freevarco Varchetti si gode una pausa al Brioschi prima della discesa.

Per la discesa le opzioni sono molteplici dato che i pendii sono aperti e non obbligati.

Tuttavia possiamo suddividerle in 3 macrocategorie e sono:

  1. la discesa per la via estiva con relative varianti sotto al bivacco Merlini.
  2. la discesa diretta dalla cima, solo per sciatori esperti e con un’ottima tecnica sciistica.
  3. la discesa per il muro del pianto fino al bivacco Comolli.

Tutte queste discese si svolgono su pendii ripidi e soleggiati ed è bene essere in fondo non troppo tardi soprattutto con zero termico alto.

Un’altra possibilità in zona è rappresentata dal canale sud-est del Pizzo delle Piave, itinerario di sicura soddisfazione ma anche lui riservato solo a sciatori e scialpinisti con ottima tecnica sciistica e una buona esperienza alpinistica.

Il  Cimotto di Mogafieno 1904m rappresenta (per i più allenati)  un’alternativa per aumentare il dislivello di fine giornata,  concatenandolo alla vetta del Grignone. Questo itinerario si sviluppa su pendii meno esposti e può essere anche un rimedio in inverno quando il pericolo valanghe è alto e c’è tanta neve nuova in giro.

Stefano Ste Conti in discesa, si gode i pendii sotto al rifugio Brioschi.
Davide Gerry Terraneo in discesa sul versante orientale del Grignone.

Il versante settentrionale del Grignone in inverno è una ombrosa conca che non vede il sole fino all’inizio al mese di febbrario. Questo lato sciistico del Grignone è un pò più delicato rispetto al versante orientale a causa del lungo traverso di accesso,  che dal posteggio di Esino Lario conduce al rifugio Bogani a 1800m di quota. Durante le  forti nevicate i canali presenti  attraversati dal sentiero a mezzacosta,  possono provocare accumuli non tanto simpatici per chi è intenzionato a dirigersi verso il rifugio. Il nostro consiglio è quello di andare sempre una settimana dopo le nevicate e di non sottovalutare questo tratto,  anche se sulla carta è facile ma esposto a scariche e salti di roccia.

Di rientro sull’esposto sentiero che conduce al rifugio Bogani 1800m.

Una volta passato il rifugio si può salire e poi scendere da due valli parallele, ovvero dalla Via del Nevaio sulla destra orografica della conca oppure dalla classica Via della Ganda sulla sinistra. Gli ultimi metri di salita verso il rifugio Brioschi sono ripidi e esposti a grandi cornici che si formano con i forti venti che sferzano il Grignone in inverno.

In salita lungo il versante nord del Grignone, in una fredda giornata di Gennaio.

Riservata ai più esperti ed avventurosi, la discesa dalla Val Cugnoletta, un itinerario ripido e selvaggio dove serve anche del materiale alpinistico per superare in discesa dei salti di roccia che non si coprono di neve ( doppia obbligatoria su cordini e albero ).

Grignone skialp, versante est, marzo 2018

PICCOZZE E RAMPONI: il versante OVEST del GRIGNONE

Il versante Ovest del Grignone è una palestra invernale per gli amanti di ramponi e picozze. Molti sono stati e sono tutt’ora gli alpinisti lecchesi bergamaschi e comaschi che si sono cimentati in ripetizioni e salite nuove tra cui Benigno Balatti, Lorenzo Festorazzi, Giovanna Cavalli, Valentino Cividini, Ivo Ferrari, Massimo Poletti, Fabio Valseschini e Marco Anghileri, Lorenzo Castelli, Mario Panzeri e molti altri.

Di sicuro Benigno Balatti è l’alpinista mandellese che ha esplorato più di tutti, con la moglie Giovanna Cavalli e con diversi compagni, questo ripido versante.

Il Ben è l’autore di 9 diversi nuovi itinerari,  tra cui gli ormai leggendari La Storia Infinita e Magic Line. L’ultima creazione assieme alla moglie è Feel Free, una via aperta ad aprile 2018 che sbuca sulla Cresta di Piancaformia, dedicata a Franz Rota Nodari, scomparso ad marzo 2018 sul Monte Concarena.

Le sentinelle della Ovest: Benigno Balatti e Giovanna Cavalli durante l’apertura di Feel Free, l’ultima loro creazione dedicata all’alpinista bergamasco Franz Rota Nodari, scomparso sul Monte Concarena a marzo 2018.
Begnino Balatti su un passaggio aleatorio durante l’apertura di Bucolandia-Parete Ovest del Grignone, assieme alla moglie Giovanna.

L’itinerario più classico e ripetuto di questo versante è invece il canale ovest. Un couloir con pendenza fino a 50° e qualche passo su roccette,  che sbuca nel catino sommitale proprio sotto al rifugio Brioschi. Nonostante sia un itinerario tecnicamente non difficile, è bene non sottovalutarlo, anche durante l’avvicinamento verso il rifugio Bietti-Buzzi, soprattutto quando si è avanti con la stagione e le temperature si alzano notevolmente,  non garantendo un corretto rigelo nel canale.

Pietro Marzorati e Emiliano Max in salita dal versante ovest lungo la via Zucchi

Il Couloir Zucchi rappresenta una variante più pepata del classico canalone ovest, con un tiro di misto di una cinquantina di metri che termina su una selletta prima di ricongiungersi con il canalone classico. Utile per questo itinerario corda e qualche friend medio per proteggersi lungo il muretto centrale del tiro.

I tracciati delle vie sulla Ovest del Grignone. La foto è del Gruppo Corvi di Mandello.

IL GRIGNONE E LO SKYRUNNING

Protagonista d’inverno ma protagonista anche nei mesi estivi, sul Grignone sono nate gare che hanno scritto la storia dello skyrunning.

Nel 2002 nasce  il  famosissimo trofeo Scaccabarozzi- Sentiero delle Grigne (dedicata a Giacomo Scaccabarozzi, 43 km e 3200 D+ gara – del circuito mondiale di skyrunning), purtroppo defunto per problemi organizzativi nel 2012,  dopo appena  10 anni dalla sua prima edizione. Questo trofeo è sempre stato  una delle gare più lunghe  fra i circuiti mondiali di skyrunning. I record del tracciato, sono dello spagnolo Kilian Jornet con 4h 43’54” (2007) e di Emanuela Brizio con 5h. 32’01” (2008)

L’anno successivo nasce la Zacup- Skyrace del Grignone, una gara dedicata ad Andrea Zaccagni che non vuole essere una sostituzione dello Scaccabarozzi, ma una gara dal proprio carattere e spirito, con un percorso indipendente sulle pendici del Grignone.

Ancora prima della nascita dello skyrunning, due pionieri di questo “sport” sgambettavano allegramente tra queste montagne.Claudio Ghezzi, RECORDMAN del Grignone con più di 5000 salite registrate a partire dal 1986 fino al 2018 (QUI l’articolo del raggiungimento delle 5000 salite)  e del compianto Guido Zucchi che dal 1972 al 2002 è salito in Grignetta 3720 volte partendo dal rifugio porta.

Per chi frequentava la Grignetta Guido era un vero punto di riferimento, sempre in cima con il suo corno, i panini e le bevande da vendere agli escursionisti che arrivavano in cima affamati.

ZACUP-SKYRACE DEL GRIGNONE: LA GARA

27,5 km e 2650 D+ sono i numeri di questa Skyrace che parte dal centro di Pasturo e si sviluppa lungo sentieri e ferrate fino a giungere in vetta al Grignone toccando diversi rifugi dislocati sul percorso.

In questi anni abbiamo partecipato a due edizioni della ZacUp e confermiamo la bellezza e la severità del percorso.

Purtroppo nelle due ultime edizioni, il meteo ha rovinato la festa con nuvole e spruzzate di neve in cima al Grignone, costringendo gli organizzatori ha optare ad un percorso alternativo più breve e che non tocca la vetta del Grignone.

I PROTAGONISTI E L’ALBO D’ORO

Al rifugio Brioschi 2410m è situato il Gran Premio della Montagna GPM della Zacup.

Numerosi gli atleti di alto livello che si sono cimentati in questa gara giunta nel 2018 alla sua 6^ edizione.

Dal local Daniel Antonioli ( vincitore delle ultime due edizioni 2016 e 2017), fino al campionissimo Marco De Gasperi per passare al 9 volte campione del mondo di canottaggio Franco Sancassani e ad atleti della valsassina come Erik e Mattia Gianola o il lecchese Stefano Butti.

Al femminile si sono cimentate in queste 6 edizioni la campionissima della Valetudo, Denise Dragomir (vincitrice nel 2016 e 2017), Chiara Gianola, Emanuela Brizio, Elisa Desco, Debora Cardone, Martina Brambilla, Ingrid Mutter, Buzzoni Lisa e Villumsen Katrine.

Le top ten maschile e femminile dell’edizione 2017

ALBO D’ORO MASCHILE

  • 2013  – FRANCO SANCASSANI 2:54:55
  • 2014  – MARCO DE GASPERI 2:50:24
  • 2015  – DANIEL ANTONIOLI 2:56:17
  • 2016*- DANIEL ANTONIOLI 2:03:33  * percorso modificato causa maltempo
  • 2017*- DANIEL ANTONIOLI 2:04:21 * percorso modificato causa maltempo

 

ALBO D’ORO FEMMINILE

  • 2013 – CHIARA GIANOLA 3:46:16
  • 2014 – ELISA DESCO 3:28:49
  • 2015 – DEBORA CARDONE 3:32:39
  • 2016*- DRAGOMIR DENISE IONELA 2:24:23
  • 2017*- DRAGOMIR DENISE IONELA 2:26:42

 

Il corridore di casa Daniel Antonioli nell’edizione del 2017

IL PERCORSO

Il percorso della ZacUp può sostanzialmente essere diviso in 3 parti.

La prima parte si snoda da Pasturo fino al passo della stanga passando per il rifugio Riva ( 7 km e ristoro ); questo tratto è caratterizzato da un susseguirsi di salite e discese con pendenze non troppo forti lungo prati e boschi di faggio.

La seconda parte si snoda dal passo della Stanga fino al Rifugio Brioschi e quindi in cima al Grignone, dove è posizionato il Gran premio della montagna – Trofeo Scaccabarozzi. Il sentiero dopo il passo della Stanga si fa ripido e con catene e in questo tratto attrezzato  è vietato sorpassare i concorrenti,  pena la squalifica dalla gara. Siamo nella famosa Val Cugnoletta, itinerario classificato come EE e che abbiamo descritto nel nostro articolo nella parte invernale. Dopo le catene della Cugnoletta, un ripido pendio detritico (dove si fa un passo avanti e due indietro ) porta in cima al passo Zapel 1850m. In leggera discesa si arriva al primo cancello orario posto al rifugio Bogani (13,5km – 1816mt cancello a 3h15m max). Ora altri 600 m lungo la via della Ganda, portano in cima al Grignone.

La terza parte è caratterizza dalla discesa fino al bivacco Merlini, per poi proseguire lungo la via estiva del Grignone fino ai Comolli e poi ancora più giù verso il rifugio Pialeral ( ristoro e cancello orario a 5h max). Ancora in discesa per boschi si raggiunge l’ attraversata bassa delle grigne. Dopo aver raggiunto l’agriturismo Brunnino si giunge a monteno dove inizia il rientro verso Pasturo per le vie del Paese.

La campionessa rumena della Valetudo, Denisa Dragomir durante l’edizione 2017

Il rapporto col Grignone nasce anni fà quando con vari compagni concatenavamo Grignetta e Grignone lungo l’attraversata alta e bassa in autunno. Questa era la nostra presciistica per i mesi invernali. Con la nascita della Zacup nel 2013, ci siamo poi iscritti a diverse edizioni e il nostro giudizio non può che essere positivo.

La Zacup è una gara veramente unica nel suo genere. Si passa dai fitti boschi iniziali a un paesaggio lunare al passo Zapel tra rocce, pini mughi e catene. Poche persone si incontrano in questa parte di percorso a fare il tifo, ma una volta arrivati al rifugio Bogani e fino poi in cima al Brioschi si incontra moltissima   gente pronta a sostenere gli atleti.

Davide Gerry Terraneo in gara nell’edizione del 2017

Non penso ci siano altra gare ( oltre alla A.M.A Alagna-Monterosa-Alagna ) che passino da una vetta con annesso rifugio e un panorama mozzafiato. Penso che una delle caratteristiche più esaltanti di questa gara sia proprio l’arrivo in vetta al rifugio Brioschi.

Oltre a questo aspetto, è bene ricordare che l’anello che percorre questa gara, è stato descritto sopra anche in veste sciistica. Gli itinerari invernali ricalcano gli stessi pendii della skyrace: la via della ganda e la val cugnoletta sul versante settentrionale, la via estiva sul versante orientale. Anche per questa  peculiarità riteniamo la Zacup e le altre gare da noi proposte in questi tre articoli, uniche nel loro genere.

Emiliano Max in discesa dalla vetta del Grignone, durante una prova percorso.

Il nostro consiglio per questa gara è di non forzare troppo alla partenza fino al passo della Stanga. Il tratto di salita con catene fino al passo Zapel mette a dura prova le gambe soprattutto gli ultimi 200m che si svolgono su ghiaioni. La successiva salita al Brioschi non è ripida ma viene effettuata con già un buon carico addosso. Attenzione anche nelle discese fino al Pialeral, i sentieri a fondo roccioso delle Grigne sono tecnici e con sassi smossi, che possono essere presenti anche nei prati basali nascosti dall’erba.

Zacup official trailer 2017

Per maggiori informazioni sulla gara, percorso, e regolamento visitate il sito e i canali ufficiali della Zacup.

SITO: http://www.zacup.it/

PAGINA FB : https://www.facebook.com/ZacupSkyraceDelGrignone/

MAIL : zacup@zacup.it

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