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LA MONTAGNA secondo Mauro Soregaroli

LA MONTAGNA secondo Mauro Soregaroli

Bergamasco doc, Guida Alpina ma soprattutto sciatore, Mauro incarna il vero spirito dello sci libero guidando i suoi clienti in giro per le Alpi e per il mondo alla ricerca della discesa perfetta.

La Guida Alpina Mauro Soregaroli

Se ti piace la montagna, sei iscritto a Facebook e prima di questo “maledetto posto” bazzicavi tra i report di ON-ICE non puoi non aver mai letto una recensione di Mauro “SOREGA” Soregaroli. Bergamasco e Guida Alpina dal 1997, divide il suo tempo tra Chamonix, Verbier e Bergamo. Ha all’attivo una serie di discese in sci con i propri clienti da far invidia a diversi Freerider dell’epoca moderna. E’ inoltre un ex-istruttore di volo, conosce a memoria la famosa Chamonix-Zermatt e tutti i fuoripista più famosi delle Alpi Occidentali.

Mauro Soregaroli nel suo habitat naturale

Il primo contatto che ho avuto con Mauro è stato nel 2014 chiedendogli delle informazioni sulla discesa della parete Ovest del Pizzo di Coca. Su internet non si trovava nulla, ma di sicuro una linea del genere su una delle principali cime Orobiche non poteva non essere mai stata sciata. Infatti dopo un allegro scambio di mail venni a scoprire che proprio Mauro effettuò negli anni ’90 una delle prime discese in sci. Qualche anno dopo, incuriosito da una sua salita one push al Combin de Grafeniere (noto 4000 Vallesiano), chiesi ancora informazioni a Mauro via mail sulla parete sud del Combin de Valsorey, dove corre una linea sciata a suo tempo da Stefano de Benedetti, a destra della famosa spalla Isler. Mauro gentile e puntuale come sempre mi rispose senza nessun segreto di pulcinella.

Dopo essere stati tutti quanti (chi più chi meno) risucchiati dal vortice dei social, mi ritrovo ad avere nelle amicizie anche Mauro che seguo con piacere ammirando le foto e le gite pubblicate, alcune delle quali meritano le 5 stelle già facendole con il proprio socio, figuriamoci con un cliente.

Marinelli dalla Silbersattel, Parete Nord della Lenzspite, Nord del Granparadiso, Sud del Monch, Nord-Est delle Courtes e Barbey all’Aiguille d’Argentiere, Nord del Fletschhorn e molte altre ancora.

In salita con un cliente Russo all’ Aigulle d’Argentiere, prima di scendere il Couloir Barbey.

L’ultimo viaggio sciistico (in Patagonia tra l’altro) pubblicato da Mauro su Facebook ci ha fatto venire voglia di incontrarlo e di intervistarlo per far risaltare questo suo modo di intendere la montagna come guida con gli sci ai piedi. Una rarità che non può e non deve passare inosservata agli appassionati del settore.

Al cospetto dei giganti nelle lontane terre della Patagonia.
Mauro con i suoi clienti nell’Oberland Bernese

INTERVISTA A MAURO SOREGAROLI

Presentazioni

Sono di Bergamo dove ho la residenza anche se queste zone rappresentano l’1% della mia attività lavorativa. Di base in inverno sto a Verbier mentre d’estate a Chamonix. Faccio la Guida a tempo pieno e amo accompagnare i miei clienti con gli sci e in alta montagna d’estate lungo creste e vie in quota. Mi piace molto anche scalare e lo faccio sia per soddisfazione personale che per lavoro.

Dove e come hai iniziato ad andare in montagna?

Ho iniziato a frequentare la val Brembana e la Val Seriana accompagnato da mio padre, anche se non ha mai voluto che io arrampicassi. Sempre con mio papà ho iniziato a sciare a 7 anni e quindi la montagna è sempre stata qualcosa di intrinseco a me.

Da quanti anni fai la guida?

Ho frequentato i corsi nel ’95, avevo già 36 anni. A quei tempi mi ero iscritto ai corsi più per prestigio che per l’attività lavorativa. Successivamente ho iniziato a lavorare come guida in maniera saltuaria fino a diventare il mio unico lavoro.

La Guida Alpina Mauro Soregaroli prima di affrontare una polverosa discesa.

Cosa rappresenta per te lo sci sia personalmente che come guida e in che % lavori con gli sci come guida?

Le due attività che mi piacciono principalmente sono lo sci in inverno e
l ‘arrampicata in estate o quando è possibile. Lo sci ripido in particolare mi ha sempre attratto fin da giovane. Sicuramente lo sci lo pratico sia per piacere personale sia per professione mentre l’arrampicata la pratico più per piacere personale ma logicamente anche come Guida mi piace accompagnare i miei clienti su questo tipo di terreno.

Sei di bergamo ma nella stagione invernale sei fisso a verbier. Perché hai scelto questa località?

Ho scelto Verbier perché mi da la possibilità di vivere lo sci a 360° Freeride con impianti, pelli e soprattutto la combinazione pelli + impianti. Spesso lavoro anche con l’heliski.

Durante l’attraversamento del Couloir du Gardien in un anno particolarmente secco, Combin de Grafeniere 4314 m

Sicuramente in Lombardia sei e sei stato uno dei pochi a mettere gli sci sul ripido negli anni ’90. Come è nata questa passione?

Negli anni ’80 ’90 ho iniziato col ripido nelle Orobie con diversi amici e ho percorso diverse linee che ai tempi erano ritenute di rilievo e che oggi sono diventate delle classiche. Il canalone Nord del Pizzo di Coca, la Ovest del Coca e il canale Est sempre del Coca fino alla strozzatura, il canale nord del Recastello, la normale del Pizzo del Diavolo di Tenda, la Nord del Pizzo del Becco, il Pizzo del Diavolo della Malgina e la Nord del Pizzo di Scais con una breve doppia di una decina di metri.

Ho notato in questi anni che sei anche uno dei pochi che accompagnano i clienti su certe pareti: mi vengono in mente il Marinelli, la Nord della Lenzspitze, la Nord del Gran Paradiso, la Nord-Est delle Courtes, la Sud del Monch: come affronti con i tuoi clienti questo tipo di “uscite”?

Sicuramente devo conoscere le persone con le quali vado a fare queste discese. Iniziamo con una serie di discese in preparazione per capire il loro livello di sciata e se sanno mantenere i nervi saldi in certe situazioni. Ho incontrato diversi eccellenti sciatori-clienti che però sul ripido non si possono portare. Altri invece con tecnica meno sopraffina, sul ripido si comportano meglio e sanno chiudere le curve senza prendere velocità. Al 90% sono discese che faccio su richiesta specifica del cliente e per la maggior parte sono sempre clienti stranieri.

Gli ultimi metri prima di raggiungere la cima della Lenzspitze 4294m

Conosci molto bene l’Haute Route Chamonix-Zermatt. Cosa consigli a chi si vuole approciare a questa famosa traversata? Quante volte l’hai percorsa?

Direi di si. Ogni stagione la faccio almeno 2-3 volte. Il numero totale di volte l’ho dimenticato. Ci sono tantissime possibilità di calibrare l’itinerario sulle proprie capacità e performance strutturando il giro su diversi percorsi e difficoltà. Ho portato persone che non avevano mai usato le pelli di foca, altri che volevano farla in velocità e l’abbiamo fatta in 4 giorni. Ho avuto anche diverse richieste di varianti legate allo sci ripido. Quindi si sono molteplici possibilità per godersi al meglio questa traversata a patto di avere un buon allenamento fisico.

Abbiamo da poco ultimato un articolo sulla traversata delle orobie in sci fatta lo scorso marzo da 5 skialper di lecco. Hai mai pensato di fare una cosa simile visto il tuo legame con queste montagne?

Non ho mai avuto l’occasione di cimentarmi in questa traversata. Sicuramente è una grande traversata perché le Orobie sono montagne selvagge. Hanno valli, pendii incassati e ripidi. Trovare tutti i collegamenti per passare da una valle all’altra è difficile. Molte zone delle Alpi sono più facili da percorre con gli sci rispetto qui.

Mauro Soregaroli in azione durante una giornata di polvere.

Che consigli dai a un giovane che vuole intraprendere il lavoro da guida al giorno d’oggi?

Consiglio di intraprendere questo percorso formativo solo se si è motivati a diventare guida per poi esercitarne la professione. In questo caso buttatevi a testa bassa ne verrete ripagati.

Che sci usi? Preferisci sci larghi o stretti? E sul ripido?

Amo l’attrezzatura non troppo leggera in generale e cerco di sciare sempre con lo stesso paio di sci. Ho usato per diversi anni i Black Crows Navis Freebird (2 paia) e poi mi sono ristretto con i Camox Freebird sempre della Black Crows. Anche ai miei clienti che porto in giro non interessa avere lo sci leggero ma lo sci performante in discesa. Idem per lo scarpone 3-4 ganci e che mi dia supporto in discesa. Solo nel Lombardo-Veneto c’è questa malattia dello sci leggero, in qualsiasi altro posto non è cosi.

Recentemente sei stato nell’emisfero australe a sciare. Eri con clienti? Ci racconti qualcosa di questo viaggio?

Sono stato in Patagonia nel 2018 per trekking e arrampicata sulle montagne minori. Conoscendo dei “local” sono poi venuto a sapere di grandi possibilità per lo scialpinismo e che i praticanti sono davvero tanti. Successivamente due ragazzi mi hanno contattato per fare un viaggio di scialpinismo in Patagonia ed era una cosa nuova anche per me; mi sono informato il più possibile con i contatti che avevo preso lo scorso anno e ho programmato il viaggio in base alle esigenze dei clienti.
In questi posti bisogna dimenticarsi l’alpinismo inteso come attività sulle Alpi perchè gli avvicinamenti sono lunghissimi, bisogna camminare carichi, non ci sono comodità e i rifugi spesso non sono custoditi con tutto quello che ne consegue. Gli zaini sono sempre dai 50-60 l in su. Bisogna dimenticarsi l’ottica di andar per monti che si ha qui da noi.

Patagonia 2019, la dura vita degli scivolatori passa attraverso lunghi avvicinamenti

Ci consigli o ci proponi anche qualche viaggio per poter sciare 365 giorni all’anno quindi in estate

Sicuramente consiglio la Patagonia che è molto particolare: sto già organizzando un gruppo per il 2020.

Ho notato che ti dedichi anche al volo. Hai mai pensato di unire la passione per gli sci con quella per la vela?

Si è vero sono ex-istruttore di parapendio e qualche volta unisco l’alpinismo in salita e volo in discesa, questo per evitare i lunghi rientri a valle camminando, ma se salgo con i miei sci salgo per poter sciare. Salire con gli sci e scendere con la vela per me è un controsenso e non penso lo farò mai.

La montagna che ti manca ancora da sciare

Ce ne sono parecchie che mi mancano ma se proprio devo dirne una mi piacerebbe un sacco sciare sulla Est del Cervino, sia per l’estetica ma anche per tutto ciò che ha rappresentata a livello sciistico.

In direzione della Monterosa Hutte, prima di affrontare il canalone Marinelli dalla Silbersattel

Ci consigli 5 traversate che ogni vero appassionato scialpinista dovrebbe aver nel proprio cassetto?

Ce ne sono parecchie, basta avere fantasia e una cartina topografica sotto gli occhi e si va ovunque. Cosi a naso mi viene in mente in primis la Zermatt-Chamonix che fanno in pochi col senso di marcia invertito; la Wildhon-Wildstrubel sul versante Nord del Rodano; l’Haute Route
dell’Adamello e l’Haute Route del Bernina. Anche intorno alle cime del Monte Rosa e del Gran Paradiso è possibile creare bellissimi giri.

Utilizzi zaino con sistema Airbag? Si/no cosa ne pensi di questi dispositivi.

Ritengo molto utile l’utilizzo degli zaini con Air Bag ( indipendentemente dal modello dato che sul mercato ce ne sono diversi) e lo utilizzo da diversi anni. In particolare lo utilizzo soprattutto per il Freeride e nelle giornate di Heliski, mentre per le uscite di scialpinismo prediligo qualcosa di più leggero e capiente, anche in considerazione del manto nevoso differente (nella maggior parte delle occasioni) rispetto l’inverno.

Perché secondo te nelle Alpi centrali e più in generale nella zona di confine con la lombardia ci sono cosi pochi sciatori interessati allo sci ripido rispetto altre ad regioni in italia (Piemonte, Valle d’aosta, Trentino etc..)

Sono montagne dove bisogna ravanare un po’ di più a causa degli avvicinamenti per salire in quota e trovare la neve; alcune valli sono senza strade carrozzabili e ti obbligano a partire con sci e scarponi nello zaino da quote molto basse. Mi riferisco sempre alle Orobie ma anche ad alcune valli delle Alpi centrali, veramente selvagge isolate e chiaramente senza funivie.

Alpinismo estivo sulla Dent Blanche 4357m

Se volete essere accompagnati in montagna da Mauro o per qualsiasi informazione potete contattarlo sulla sua pagina Facebook che trovate Cliccando QUI o su Instagram Cliccando QUI

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Commenti (3)


  1. Bellissimo articolo.. Grande Mauro

  2. Intervista molto interessante.

  3. Lo seguo da tempo, grande personalità e bravura

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