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VAL MASINO: SPECIALE SCI – parte 1

VAL MASINO: SPECIALE SCI – parte 1

Il Masino è conosciuto in tutto il mondo arrampicatorio per le sue granitiche pareti che, dal fondovalle fino alle quote più alte, caratterizzano tutte le valli che formano il famigerato “regno del granito”, gioiello delle Alpi Retiche centrali. Durante l’inverno-primavera 2021, copiose quantità di neve sono cadute al suolo fino alle basse quote della Val di Mello, cosi da scatenare la fantasia e la frenesia di diversi fanatici del vero sci di montagna.

Saro Costa in discesa dal Canale Sud del Monte Sissone 3330m
Saro Costa in discesa dal Canale Sud del Monte Sissone 3330m

Sciare nel Masino non è mai stato facile, sostanzialmente a causa della conformazione del territorio che caratterizza queste valli dai 1100 fino ai 1900m.

Fitti boschi, sassi e scoscese rive sbarrano l’accesso ai piani superiori dove anche in estate bisogna sudare un paio di magliette per sbucare fuori dal limite boschivo e godere a pieno delle bellezze che il paesaggio ha da offrire.

Qui il portage è da mettere subito in conto e c’è a chi piace questa cosa e a chi no.

Era da più di 10 anni che non si vedeva un inverno del genere nel Masino. Temperature rigide, neve per tutto il fondovalle della val di mello, che favorita dall’esposizione e nascosta dalle circostanti pareti, è rimasta innevata fino a marzo inoltrato.

Difficile non fantasticare con queste condizioni e di fatti non c’è voluto molto per vedere diversi gruppi di appassionati cimentarsi in nuove discese, esplorazione e giri ad anello immersi nel fantastico mondo del Masino.

Il Masino e le sue valli

 

“ Le alpi centrali sono ancora un posto dove ci si può perdere e penso che nella società di oggi dove tutto è calcolato, dove niente è lasciato al caso, avere la possibilità di perdersi non è cosa da poco. “ Alpinista e Guida Alpina Rossano Libera.

 

 

Il Picco Glorioso / Monte Disgrazia – 3678m – Visto dalla Cima del Monte Sissone 3330

Di seguito troverete i nove itinerari che abbiamo scelto, da ovest verso est, uno almeno per ogni valle del Masino, descritti dai propri protagonisti e divisi in due articoli.

INDICE PARTE 1

  1.  Punta Medaccio – Paretina NE
  2.  Anello Bregolana – Pizzo Ligoncio 3033 – Val dei Ratti – Passo della Vedretta 2876m – Bregolana
  3.  Punta Paganini – dalla Bregolana per il Canale Nord-Ovest
  4.  Valle del Ferro – Pizzo del Ferro Orientale – Parete Sud – la S
  5.  Val di Zocca – Cima di Zocca – Canale Sud-Est

INDICE PARTE 2

  1.  Cima di Castello – Colle del Castello o Colle Lurani
  2.  Pizzo Torrone Centrale – Canale Sud
  3.  Monte Sissone – Canale Sud con Traversata Val Torrone-Val Cameraccio
  4.  Monte Disgrazia – Parete Sud Ovest – Via Angeli e Demoni

PARTE 1 : dalla Punta Medaccio fino al Pizzo di Zocca.

 

1 Punta Medaccio 2350m– Paretina NW

Protagonista: Jacopo Ruffo

Autore e foto: Jacopo Ruffo

Note : Prima discesa in sci Jacopo Ruffo.

Punta Medaccio

La punta Medaccio è una vetta minore: emerge timida dall’ombra del fondovalle, svetta appena, come la punta di un iceberg, da tetri dirupi che affondano nel buio, al centro della grande corona di granito che sovrasta le cupe foreste dei Bagni di Masino. È una vetta minore, si sente all’ombra della sua sorella più grande a lei connessa (la punta Fiorelli), e non da quella impressione di superiorità che certe montagne impongono; eppure, quando l’alpinista monta sul suo culmine, scopre una delle vette più aeree del masino: il vuoto che la circonda è vorticoso, i suoi denti rocciosi si sporgono intrepidi al cielo e paiono sorretti dal vento.

Al centro, la punta Medaccio con l’evidente rampa innnevata

Il suo fianco più solivo  in inverno scivola  sul fondo della Val Merdarola. Questo versante, per gli amanti dello sci ripido e delle “linee estetiche”, può essere motivo di ispirazione (unico neo, la sua brevità).

Verso la cima della Punta Medaccio

Una breve ma aleatoria crestina, divide la vetta dal pulpito che segna l’inizio della corta ma entusiasmante discesa. Da un lato, la lingua nevosa s’appoggia morbidamente sul bordo roccioso che affaccia a strapiombo sul fondovalle, dall’altro costeggia la panciuta parete della sua sorella maggiore, e nel mezzo la sua lieve concavità permette una sciata sicura e divertente.

La vista dalla cima è delle migliori: in particolare, si nota in risalto la forma glaciologica della val di mello, che conduce lo sguardo, con bell’effetto prospettico, verso la maestosa cima del Disgrazia.

 

 

2 Anello Bregolana – Pizzo Ligoncio 3033 – Val dei Ratti – Passo della Vedretta 2876m – Bregolana

Protagonisti: Andrea Bottani, Pierrick Zyla

Autore e foto: Andrea Bottani

Pizzo Ligoncio

Annata eccezionale per le copiose precipitazioni nevose, complici le restrizIoni COVID 19 è la volta buona per scoprire lo sci alpinismo sulle montagne di casa  della Val Masino. Parte la stagione con la salita al Passo di Chiareggio 3106m, affascinati dalle pareti dell’alto Masino in veste invernale decidiamo di salire anche al passo di Bondo 3166m poi è la volta del Pizzo Ligoncio 3032m. Quest’ultima cima la curiamo da diverse stagioni, quest’anno le condizioni sembrano favorevoli a salirla con gli sci. Detto fatto, con Pierrick decidiamo di salirlo visto le condizioni di neve che ci sono quest’anno è dura che si ripetano così facilmente nei prossimi inverni. E’ il 1°di aprile quando sotto un cielo stellato alle 4 partiamo dalla località Bregolana e con gli sci in spalla ci avviamo verso la nostra meta, sappiamo che la neve la troveremo circa a 1700m quindi scarpe da ginnastica e sci in spalla.

Ore 6, casera del Ligoncio, finalmente calziamo gli sci

Risaliamo il sentiero per la valle del Ligoncio fino alla casera dove un ottimo rigelo notturno ci permette di calzare gli sci e di guadagnar quota rapidamente mentre l’alba che ci illumina la strada è davvero magica, avvertiamo quella sensazione che la giornata sarà perfetta. Passiamo sotto l’imponente parete Sud-est della Punta Sfinge 2802m dove sullo sfondo possiamo ammirare tutta la catena dal Badile al Disgrazia. Alle 9 siamo all’attacco del camino della via estiva, li sci in spalla e con picche e ramponi saliamo la rampa di 100m assicurandoci dove riusciamo, utili friend medi e fettucce, la neve non è molto consistente, al limite per passare, una volta sbucati sulla sella superiore vediamo l’ometto della cima e da li a poco con qualche passaggio delicato con i ramponi su placche siamo in vetta.

Appena sopra il traverso del camino, la parte più tecnica della salita.

Il panorama è fantastico, la giornata limpidissima, il sole inizia a scaldare davvero tanto, decidiamo di scendere ma dalla normale in Val dei Ratti per poi rientrare in val Masino svalicando dal passo della Vedretta 2876m.

Le placche finali prima della vetta del Ligoncio

La discesa con gli sci ai piedi per la normale è delicata perchè un sacco di rocce iniziano già ad affiorare, qualche calata su spuntone e siamo alla base da dove facciamo un traverso per andare a prendere il canale d’accesso del passo, saliamo un primo canale molto estetico ma non era quello giusto, facciamo quattro curve e lo riscendiamo fino a scovare quello che ci riporta sulla cresta di confine tra Val Masino/Val dei Ratti.

La discesa dal Passo della Vedretta

Il sole nel frattempo ha scaldato molto, più del previsto, troviamo del firn super cotto e si scia sull’acqua, lo scopo della nostra gita era il giro più che la grande sciata che avremmo potuto fare. Scendiamo i primi mille metri sui grandi panettoni innevati che ci regala la val dell’Oro su della neve davvero fradicia fino a puntare la valanga che ogni anno scende sotto la Punta Fiorelli che ci risparmia più di un’oretta di spallaggio che avevamo fatto al mattino. Alle 3 siamo alla macchina a stappare la birra meritata progettando le prossime avventure di casa.

Sciando verso valle, davanti a noi il Monte Disgrazia

 

3 Punta Paganini 2686m – dalla Bregolana per il Canale Nord-Ovest

Protagonisti: Saro Costa – A.Guida Alpina Skiplace e Daniele Bianchi A.Guida Alpina Val di Mello

Autore e foto: Saro Costa – A.Guida Alpina Skiplace

Punta Paganini
Punta Paganini

Quando dopo la lunga e sempre faticosa salita si raggiunge il Rifugio Gianetti, si
posa lo zaino e si ammira il severo ed affascinante panorama granitico, non si può
fare a meno di fermare lo sguardo verso sud-est dove le due aguzze punte del Sione
e della Paganini vanno a formare una profonda forcella che prosegue giù dritta in un
ombroso e solitario canalone detritico.
Sulle sponde di destra guardando il canale sale una via dei Sassisti, Il Pilastro dei
Venti Polari in parte purtroppo franata e comunque mai stata meta frequentata in
quanto anche questo luogo è uno di quelli distanti da tutto e faticoso da raggiungere
a meno che il terreno non sia ricoperto da alcuni metri di soffice neve polverosa
invernale.

Paesaggio incantato in Val Porcellizzo

Così è stato per me e per il mio socio Dani Bianchi quando in una magica mattina
invernale partiamo da San Martino sci ai piedi verso la Val Porcellizzo, per noi è
un’eccezione vedere la Valle così innevata e siamo emozionati, dopo alcuni minuti
notiamo delle tracce di sci e per un po’ cerchiamo di immaginare chi possa averci
preceduto visto che ha nevicato fino a notte fonda e noi siamo partiti di buon’ora dal
paese.
Poco più avanti ecco che incontriamo Daniele Fiorelli, Local della Val Masino e
Guida Alpina sta infatti salendo anche lui a sciare ma astutamente sceglie la Val
Merdarola che rimanendo in ombra, garantirà ottima neve a lui e al suo cliente per
l’intera giornata.
Io e Dani proseguiamo a testa bassa tracciando in più di un metro di neve fresca e
dopo un paio d’ore siamo al pianone sotto alla Gianetti da dove prendiamo a destra
e per una ripida dorsale ci portiamo ai piedi dell’ombroso canalone, l’ambiente è
superbo e godiamo di un particolare punto di vista sulle vette circostanti e soprattutto
sul Badile che vediamo investito dalle luci del mattino. Gli ultimi metri scaviamo una
vera trincea nella neve e finalmente siamo al colle dal quale si vede a picco la Valle
del Ferro sul versante opposto.

In salita verso il canale Nord Ovest della Punta Paganini

Agganciamo gli sci e ci lasciamo andare a grandi curve in questo paradiso pieno di
ottima neve, il momento è quello giusto e lo godiamo fino in fondo.
Poi giù ancora veloci facendo a gara con il sole che velocemente trasforma la neve
da polvere a crostone fino a marcia in fondo verso i Bagni, ma noi siamo felici per la
giornata perfetta e poi non esiste neve brutta ma solo sciatori viziati e gambe deboli.
Come da tradizione si finisce al Bar Monica questa volta però con gli scarponi da sci
ai piedi.

In discesa dal canale Nord-Ovest di Punta Paganini. Mega polvere con il Badile sullo sfondo

 

4 Valle del Ferro – Pizzo del Ferro Orientale 3198m – Parete Sud – la S.

Protagonisti: Davide Terraneo e Saro Costa A.Guida Alpina Skiplace

Autore: Davide Terraneo – Skiplace.it

Pizzo del Ferro Orientale
 Pizzo del Ferro Orientale - Parete Sud - la S
Pizzo del Ferro Orientale – Parete Sud – la S

La classica montagna e discesa dove l’estetica regna da padrone. Non ci sono difficoltà particolari e la valle del Ferro è anche la più abbordabile per fare scialpinismo tra le Valli del Masino insieme alla Val Merdarola. Per due settimane di Corso Guida in Val Masino a giugno 2020 ho avuto davanti quella sinuosa S innevevata che si forma sulla parete sud del Pizzo del Ferro Orientale. Un richiamo troppo forte per non andarci con gli sci il prima possibile.

Davide Terraneo e l’incredibile pineta che si incontra salendo in Valle del Ferro

A Marzo 2021 tra un modulo invernale e l’altro del Corso Guide, troviamo la giornata giusta per salire con i nostri sacchi carichi di sci e scarponi verso la valle del Ferro. Ed eccoci subito immersi in una fantastica pineta di fitti pini che costeggia le sponde del ferro prima di sbucare sulle radure superiori e quindi alla casera del ferro. Sulla sponda a est sotto al Cavalcorto c’è ancora molta neve che ci accorcerà il portage nella fase di discesa.

Saro Costa in salita lungo la valle del Ferro. Sullo sfondo la vetta del Cavalcorto, slanciato verso l’alto.

Nonostante il molto caldo la neve sopra i 2800, ovvero nella parte più ripida, non è ancora trasformata e con le antenne dritte cerchiamo di capire dove traversare per continuare la nostra salita senza che qualche sluggia marcia ci trascini verso il basso. Facciamo le nostre considerazioni e prendiamo le nostre decisioni.

Traverso delicato per Saro Costa sulla rampa sud del Pizzo del Ferro Orientale

Dopo 4 ore e mezza circa ci troviamo al Colletto sotto la Cima Orientale del Cavalcorto e la vista è spaziale: Cima della Bondasca, tutte le Sciore da Sud, Disgrazia, Bernina, Cengalo e Badile, il top insomma. Esattamente a Nord del colle appena raggiunto, nel 2014 avevamo sciato quella fantastica e oscura parete dei Pizzi del Ferro lungo la via Strutt – Pollinger. Sicuramente la Nord più nascosta di tutto il gruppo Masino-Bregaglia-Disgrazia.

Pizzo del Ferro Orientale – Parete Nord – Ovest – Via Erba / Strutt-Pollinger – Prima discesa in sci e Snowboard Aprile 2014

La discesa fila liscia anche se la neve un pò pesante non ci permette di far correre gli sci come volevamo. Usciti dalla parete troviamo un ottimo firn e dopo aver recuperato le scarpe alla Casera del Ferro ci dirigiamo verso i pendii sotto al Cavalcorto, che essendo esposti ad est e belli incassati, non hanno subito troppo l’irraggiamento solare. Altro bel firn e pendenze di tutto rispetto ci portano circa a 1700m riducendo cosi il portage di 300m circa rispetto all’andata. Zaino sci e scarponi in spalla siamo pronti per il solito panino e campari nella tranquilla San Martino.


 

5 Val di Zocca – Pizzo di Zocca 3173m – Canale Sud-Est

Questo sinuoso canale lungo 600m si scaglia a sinistra del famosissimo spigolo Parravicini alla Cima di Zocca ed è stato sceso per la prima volta con gli sci negli anni 90 dalla Guida Alpina Mario Vannuccini. Sicuramente rappresenta il più bel canale a sud di tutto il Masino. La discesa non presenta difficoltà eccessive ( max 45°) ma è molto esposta sia alla caduta di pietre e pezzi di ghiaccio, sia in caso di caduta. ( E4).

Protagonisti: Pietro Marzorati, Massimo Ratti e Daniele Bianchi A. Guida Alpina Val di Mello.

Autore e foto: Pietro Marzorati

Note :

Prima ripetizione Saro Costa A. Guida Alpina Skiplace e Davide Terraneo aprile 2016.

Seconda ripetizione Marco Meda e Pietro Mercuriali ( Prima discesa in snowboard) Marzo 2020.

Terza Ripetizione Pietro Marzorati ( snow ), Massimo Ratti ( sci ) e Daniele Bianchi ( sci ) Marzo 2020.

L’itinerario si sviluppa per oltre 20 km con 2000m di dislivello positivo, di cui la metà da percorrere sia in salita che in discesa sci e scarponi in spalla. Decisamente la gita più inadatta con un menisco rotto e una operazione di artroscopia già calendarizzata.

Partenza ore 4 direttamente dal centro di San Martino, cielo coperto ed umidità da Vietnam, il morale non è decisamente dei migliori e ci sono tutti i presupposti per poter tornare a letto. Il cervello anestetizzato dalla sveglia ed un briciolo di motivazione ci permettono comunque di macinare la prima mezza dozzina di km, risalendo il ripido bosco che dalla val di Mello ci porta nel cuore della Valle Zocca.

Mare di nuvole in val di Zocca

Usciti dal bosco si inizia pellare, arrivano anche le prime occhiate di sole e l’elegante canale appare fra le nuvole.
Il caldo si fa sentire, permettendoci comunque di salire e soprattutto sciare il canale su buona neve rimollata, sospesi su di un mare di nuvole che copre la vale, in un ambiente unico ed isolato.

La magia finisce al limite superiore del bosco dove siamo costretti a rimettere tutto in spalla per raggiungere il fondovalle dove solo qualche chilometro di skating ci separa dalla birra.

In discesa nel bel mezzo del canale Sud-Est del Pizzo di Zocca
Pietro Marzorati, Massimo Ratti e Daniele Bianchi in fondo al canale sud – est del Pizzo di Zocca

 

Nel prossimo articolo:

  1.  Cima di Castello – Colle del Castello o Colle Lurani
  2.  Pizzo Torrone Centrale – Canale Sud
  3.  Monte Sissone – Canale Sud con Traversata Val Torrone-Val Cameraccio
  4.  Monte Disgrazia – Parete Sud Ovest – Via Angeli e Demoni

continua qui: VAL MASINO SPECIALE SCI – PARTE 2

 

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